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Sei contenta?

  Credits:Focus In quest'ultimo mese ho raggiunto un obiettivo importante a cui ambivo da diversi anni e spesso mi è stato chiesto se ero contenta. La risposta purtroppo non soddisfa particolarmente i miei interlocutori perchè sì, lo sono, ma svelo sempre un che di insoddisfazione.  Detto che io sono così: finchè non ho tutto apposto, non riesco a stare completamente serena e mi si legge in faccia che sono in tribolazione. Ma mi sono chiesta, se fossi davvero contenta. La mia indole mi porta sempre a pensare che si può migliorare, a vedere sempre le cose criticamente per trovare qualcosa di buono quindi per natura sembro sempre scontenta ma ammetto che in questi giorni mi sento più felice che contenta. Per me la contentezza è qualcosa di passeggero, qualcosa che assapori nel giro di poche ore o di una giornata, spesso magari deriva da un regalo ricevuto, da una festa organizzata da un obiettivo raggiunto. Mentre quando si è felici, secondo me, la percezione è quello di avere l...

I nostri desideri sono veri?

  Allora, ragionandoci bene, ma può un ammasso di pietra incandescente realizzare i nostri desideri? Mi faccio i complimenti per quanta poesia ho messo nella descrizione della notte di S.Lorenzo. Si può che intere generazioni abbiano passato la notte col naso all'insù nella speranza sincera di portare a termine un compito/trovare l'amore/raggiungere un obiettivo? Ho sempre nutrito desideri, quasi tutti silenti: dal superamento degli esami universitari, agli amori adolescenziali, alla firma di qualche contratto di lavoro. Non amo parlare di questi argomenti seri con gli altri, non tanto per paura di non saper affrontare la cosa, quanto quasi per scaramanzia come se "pubblicando" il desiderio, svanisse il suo potere effettivo. E mi domando, quanta energia spreco e impiego in questo covo di sentimenti ed emozioni dentro di me? Quanti desideri effettivamente coltivo, giorno dopo giorno, riponendo in essi l'evolversi e lo stravolgersi della mia vita? E soprattutto, son...

Le cose si fanno col cuore

  Purtroppo mia nonna non ha una vita entusiasmante, almeno dal mio punto di vista. Ha vissuto e vive tuttora la sua vita chiusa in casa perchè ha un pochino di agorafobia e anche perchè è stata abituata dal marito a non "sforzarsi" troppo per vivere bene. Mia nonna non sa cucinare (se non poche cose sacre della cucina siciliana), non ha lauree, non ha tanti amici, non ha hobbies, non legge. Non fa granché e quindi non si è mai creata quella situazione da film  profondamente intensa in cui mi ha trasmesso raccontato qualcosa di importante per la vita. Anzi, mi correggo, forse la sua stessa vita è l'insegnamento più grande per me: fare tutto l'opposto. Ma a parte questo, di lei ricordo e ricorderò sempre un unico insegnamento vitale: le cose si fanno col cuore. Ricordo distintamente quella volta in cui reclamavo un ruolo da "nonna" da parte sua, le chiedevo le torte, i pranzi, i soldini, i regali, tutto quello che fanno le nonne insomma (ero piccola, avrò avu...

Il colpo di fulmine

  Ho sempre pensato che fosse una cosa da fuori di testa, quando invece ne ero già affetta a 8 anni. Ricordo ancora oggi la prima volta che conobbi un mio compagnetto di classe alle elementari e appena lo vidi ebbi quella stretta allo stomaco inspiegabile. Durante gli anni, ho pensato sempre di più che in realtà ciò non esisteva, non poteva. Razionalmente, è impossibile che due persone che non si conoscono, che si guardano 1 sola singola volta, che magari appartengono a mondi/ceti/famiglie diversi sia amino a prima vista? Io ho sempre creduto che l'affetto per una persona venga fuori da molto situazioni condivise, da sostegno reciproco, da appoggio incondizionato e da comprensione illimitata. Tutto questo non c'è in uno sguardo. O si? Ad oggi, conosco 1 sola persona che ha provato questa cosa e che alla fine ci ha fatto una bambina con la sua compagna. Lui la vede al matrimonio di una collega, le offre da bere, ci parla, bum fatta! Ma, anche qui, è colpo di fulmine o determinaz...

Le persone "Biancaneve"

Ho conosciute parecchie persone lungo i miei 30 anni. E come si usa nel mondo dei sordi per i segni, alcune sono trasparenti, alcune sono traslucide e altre opache. Attenzione però che la 3 descrizioni non fanno rispettivamente riferimento a persone pulite/sincere, metà sincere e metà no, bastarde. Anzi, le 3 descrizioni fanno riferimento a come i caratteri delle persone siano chiaramente evidenti, quasi evidenti, per nulla evidenti. In questi giorni, mi è successo di imbattermi nella personalità "Biancaneve" che farei rientrare a pieno titolo nella categoria opaca. A primo acchito, le persone "Biancaneve" sembrano pure, prive di alcun pensiero malizioso e non farebbero male a una mosca. Mettiamoci dentro pure la zanzara, che è più brutta. Le vedi che sono lì, amate da tutti, osannate per caratteristiche proprie del loro candido carattere e che stupiscono tutti per il loro operato svolto in religioso silenzio. Quasi delle suore o dei preti (ecco, piccola postilla: l...

Quando è giusto lasciare andare?

  Credits:Cristina Borroni Quando è giusto lasciare andare? Rivolgo la domanda a un genitore con un figlio che vuole andar via, a un'amica che vede la sua migliore amica fidanzarsi, a un fidanzato che vede la compagna partire per inseguire il proprio sogno lavorativo. Lo rivolgo a tutti quelli che hanno vissuto, o stanno vivendo, una situazione in cui si voleva rimanere fortemente aggrappati a quella persona senza però averne guadagno. Non fraintendetemi se utilizzo la parola guadagno, dove la intendo assolutamente come una parola priva di accezioni monetarie ma piena di tutto quello che potrebbe essere l'umanità. Se state vivendo una cosa simile, anche io sto vivendo questa situazione. Sono sempre stata poco restrittiva da questo punto di vista: anche in passato, ho sempre preferito lasciare spazio alle persone conscia della loro lealtà o comunque del loro affetto. Privare qualcosa a qualcuno, non mi è stato mai troppo comodo. Sarà che ho avuto -per fortuna- un padre autorevol...

La gelosia in amicizia

  Credits: ri-trovarsi.com Io ho provato gelosia in amicizia. Forse la provo di più in questa tipologia di relazioni che in altre. Ma sono stata anche oggetto di scontro per gelosia. In entrambi i casi, ho preso delle decisioni che poi si sono rivelate quasi sempre impulsive e un pochino sbagliate.  Quanto è giusto essere gelosi in amicizia? L'amicizia permette di essere gelosi? E' lecito esserlo di una persona che in realtà non ci appartiene come un marito, una moglie, un partner? Se un partner dovrebbe essere fedele solo a noi, un/una amico/a non è fedele solo a noi e, per quanto possa essere leale, condivide sicuramente parte della sua vita anche con altre persone. Quanto è giusto che quella persona sia fedele solo a noi portando a vivere un rapporto che assume a pieno titolo l'etichetta dell'essere "amici per la pelle"?  Tralasciando tutto quello che di patologico ci possa essere nell'essere gelosi/possessivi, io vedo la gelosia (quella leggera) come u...

Come ti cambia la vita in 1 secondo

  La maggior parte delle persone spendono il loro tempo a organizzarsi la vita: dalle cose più semplici, come "cosa mangerò a cena?" oppure "che detersivo comprerò stavolta per quella macchia orrenda", alle cose più importanti e complesse, come "quale casa scelgo" oppure "sarà davvero il mio lavoro della vita"?. Solitamente siamo portati, quasi naturalmente e fisiologicamente, a occuparci di noi stessi in questi termini. Vuoi un po' per istinto di sopravvivenza, o un po' per autoaffermazione o, addirittura, per non sentirsi soli. Comunque, ho incontrato davvero poche persone che non riescono a organizzare niente, davvero niente. Io sono della fazione opposta, quella che deve pianificare (non in modo ossessivo e spasmodico) cosa è meglio fare per raggiungere i propri goals e non comprendo come si faccia ad affrontare il domani senza un obiettivo finale. Ma se dalla mia ho la prospettiva da giraffa che mi permette di vedere al di là di doma...

Approvano?

  Io sono una persona che cerca sempre di scegliere il meglio per sè. Chi non lo fa? Il punto è che io mi voglio così bene da farmi male, ragione per la quale faccio anche scelte dolorose ma dettate dalla ragione.  Poche volte mi lascio andare al volere del mio istinto o delle emozioni passeggere. E quando prendo le decisioni, alcuni approvano e altri commentano. Penso spesso al fatto che le mie decisioni possano stare scomode agli altri, soprattutto quando il mio micro-cosmo incide sugli altri. Ma per una persona risoluta come me, è una cosa che succede poche volte. Mi capita di pensarci quando qualcun altro mi rivolge certi commenti; quei commenti che sono buttati lì senza motivo, solo per parlare, per alimentare la discussione, senza conoscere nè me nè la situazione. Un po' come quei commenti che si danno alle coppie sulla loro relazione senza capire o sapere veramente cosa succede in quella piccola bolla sociale. Ma quando invece questi commenti ci sono, mi colpiscono e ri...

Le affinità in amicizia

  Se i parenti ci capitano, gli amici si scelgono. O così dovrebbe essere. Io ho fatto di questo "detto" uno dei princìpi cardine della mia vita: se i parenti ci sono, gli amici li cerco. Ad esempio, conosco persone che si fanno andare bene tutte le persone che conoscono. Certo, magari condividono più o meno le proprie situazioni personali ma bene o male parlano e ridono e scherzano proprio con tutti. Io invece (io penso per fortuna mia) non mi lascio andare subito con la prime persone che mi "capitano" ma faccio una somma di diversi fattori. Poi la scelta cade sulla persona che, secondo me, combacia meglio con la mia personalità. Per cui, io scelgo assolutamente gli amici. Detto questo, solitamente le persone che mi circondano sono delle persone che quasi sempre sono state d'accordo con me: nella condivisione degli hobbies, delle letture, del modo di vedere la vita, di concepire i rapporti, di guardare all'amore, di lavorare. Quindi se in passato (non meno ...

La sincerità

  Secondo me la sincerità è molto importante: nella relazione tra persone ma anche con se stessi. Quando non siamo sinceri con gli altri, forse, potremmo anche pensare di riuscire a scamparla bella per puro caso o perchè si è grandi strateghi. Ma quando non siamo sinceri con noi stessi, dove si va a finire? Si può pensare di "mettere la polvere sotto il tappeto" diverse volte e ciò potrebbe impiegare giorni, mesi o addirittura anni. Ma quanto logora dentro? E soprattutto, questo implica anche il mentire agli altri? Quanto può essere distruttivo ammettere a se stessi che quello di cui si è circondati non è quello che si vuole ma che si desidera altro? Magari (e forse spesso) quell'altro che ci interessa è una situazione scomoda, una cosa nuova, un'altra persona, un nuovo lavoro o anche semplicemente un paio di tende nuove diverse da quelle che ha scelto il partner. Ma non abbiamo il coraggio di ammetterlo. Quindi la sincerità è il nostro metro del coraggio? O si viene ...

Obbligo o libertà?

  Vi è mai capitato di trovarvi davanti a un bivio importante? Vi si è mai proposta la situazione in cui dovevate scegliere tra due opportunità equamente importanti e che, in un caso o nell'altro, vi avrebbero cambiato la vita? Cosa avete fatto? Per cosa avete scelto?  Ad aggravare la mia situazione c'è anche il carico emotivo che, mannaggia a lui, mi rende la scelta più difficile di quanto non sia. Ho davanti a me un bivio che mi costringe a dover scegliere, praticamente, del mio destino. Una strada prevede che io sia più tranquilla, serena, che faccia quello per cui ho studiato e per cui mi sento portata, che abbia più tempo per me e che sia a contatto con le persone e non con i pc ma non una stabilità economica nel tempo e un salario più basso. L'altra strada mi porta ad avere più soldi commisurati a più ore di lavoro, meno tempo per me, più stress, maggiore pressione ma una stabilità economica maggiore. Due strade in due ambiti lavorativi completamente opposti e diversi...

L'affetto elemosinato

  Da quando ho cambiato regione (ci risiamo) ho notato che bisogna proprio guadagnarsi affetto. Ho notato sempre di più questo divario tra dove sono nata e cresciuta e dove sto adesso. Vi descrivo brevemente. Dove sono nata, basta guardarsi negli occhi e scambiare qualche parola per capirsi e prendersi. Non so a cosa sia dovuta questa sensazione viscerale ma quasi sempre sincera che apre le porte, spesso, ad amicizie bellissime. Dove sono adesso, non è così. Approcciarsi alle persone, capirne i pensieri più reconditi, discutere con il cuore in mano è davvero difficile. Ci sono delle relazioni che nascono nell'immediato, sì, ma senza che poi vadano molto a fondo. Si rimane sempre in quel limbo in cui ci si dice la propria opinione ma non le cose più intime, e già il primo step è da considerarsi avere confidenza profonda. Mancanza di fiducia? Mancanza di capacità di condivisione? Al di là di queste osservazioni, quando magari si trova la persona con cui scatta la scintilla (e io l...

Colloquio di lavoro: sincerità o maschera?

  Nella mia vita avrò forse fatto una trentina di colloqui per diversi ruoli e in quasi tutti mi sono sentita in dovere di alterare la mia esperienza per renderla sempre appetibile, interessante, piacevole, sorprendente. Non sto parlando di mentire sulle esperienze o di inventarmi cose che non facevo ma di celare alcune cose e di edulcorarne delle altre. Lo avete mai fatto? Giusto qualche giorno fa parlavo con delle ex-colleghe e si complimentavano con una ragazza perchè aveva avuto "il coraggio" di dire alle HR il motivo reale per cui aveva deciso di andare via dal suo attuale posto di lavoro. Motivazioni che toccavano da vicino il suo team. Anche io la ammiro parecchio, dato il mio passato. Penso che anche voi state pensando che effettivamente ce ne vuole a dire la propria, soprattutto quando intacca un team in cui devi soggiornare per almeno altri 15 giorni prima di andare via. Però, tanta ammirazione scompare nel momento in cui la medesima situazione ci tocca da vicino. Q...

Lavoro o vita?

  Davanti a una scelta tra un posto in azienda e un posto di lavoro in un altro ambito, un' amica mi ha detto: "..forse l'azienda non fa per te dato che tu ci tieni alla tua vita privata". Quella frase mi ha colpito, oltre al fatto che mi ha fatto pensare un po'.  Cosa c'è di sbagliato nel pensare che si possa lavorare sodo, fare la gavetta ma senza compromettere tanto la propria vita privata? Perchè bisogna pensare in maniera dualistica: o il lavoro o la vita?  Non sarebbe l'ideale se magari si riuscisse ad andare avanti nella vita sotto qualsiasi punto di vista? O per forza dobbiamo essere additati ed etichettati in qualche modo per una scelta di vita che facciamo? E soprattutto, è corretto se diamo un valore positivo e uno negativo a uno dei due? Ma per niente!! Ognuno di noi è libero di scegliere ciò che vuole e di perseguire con tutto se stesso senza che gli altri, con buone o cattive intenzioni, ci giudichino su cosa pensiamo e su cosa decidiamo per ...

La Spontaneità dei Bambini

  Della falsità di certe persone me ne sono accorta, per fortuna, anni fa. Ma se per questo una persona può riuscire a farsi degli anticorpi, nel caso invece della mancanza di sincerità delle persone, a questo, non si riesce facilmente a farsene una ragione. Sto notando, mai quanto in questi giorni, che la differenza tra le persone adulte e le personcine che ancora siedono i banchi di scuola è enorme. Come non notare quando gli adulti ti guardano dall'alto del loro piedistallo per giudicarti a primo acchito e invece lo sguardo fisso e diretto dei bambini quando ti guardano nel cuore? Come non fare caso alle parole leziose degli adulti che cercano di addolcire la pillola amara contro la cruda ma pur sempre vera verità dei bambini? Io che apprezzo la verità, sempre e comunque, potete capire da che parte sto. I bambini riescono a dare un brivido di semplicità illuminante che ti mette a nudo ma che allo stesso tempo pretende una "struttura" per contenerli e per insegnargli qu...

I Corsi Online

  Non ne ho mai fatti, sia chiaro. Quindi quello che vi dirò è forse un'opinione dettata più dalla prima impressione che da un'esperienza comprovata. Ho accettato di fare un corso online gratuito perchè ho bisogno di approfondire delle conoscenze per trovare lavoro. Anche io sono incappata nella quota del 99% delle persone licenziate a Dicembre 2020 e per trovare un altro lavoro che sia simile, almeno, al mio precedente devo acquisire delle competenze che non sono riuscita a sviluppare in anni di lavoro e in quasi di media 10 ore al giorno (ecco la mia piccola vena polemica che viene fuori). Quindi, perchè non approfittare di quei corsi che vengono fatti apposta per i disoccupati e che li aiutano a immettersi meglio nel fantastico e obsoleto mondo del lavoro? :) :)  Ho deciso di iscrivermi e di partecipare. Ovviamente ripongo diverse speranze, ma mi sono trovata..sconcertata. E' mai possibile che è sempre una piccola parte dei partecipanti a essere competente in cosa si fa?...

La Gentilezza

  La Gentilezza. Che bel sentimento. Forse uno dei migliori che tutta l'umanità dovrebbe coltivare. E invece no! Le persone si limitano, ahimè, a coltivare solo il proprio orticello pensando quasi sempre a come ne possono uscire "puliti" da certe situazioni.  Ho avuto la prova lampante stamattina. Sono andata in banca per discutere di alcune cose e alla fine dell'appuntamento le due consulenti mi hanno fatto i complimenti per come mi ero posta nei loro confronti. E dire che non avevo detto nulla durante l'incontro. Avendo già sentito la mia consulente per telefono e sapendo cosa fare, avevo passato circa 35 minuti ad annuire e a trattenere il fiato per non appannare gli occhiali. Che è già tutto dire, solo chi ha gli occhiali e non ci vede un accidenti può capire cosa dico. Comunque, tra l'apnea forzata, i sorrisi di cortesia e il tentativo di non farmi ciulare soldi dalla banca mi arrivano tra capo e collo questi complimenti per, effettivamente, non aver fatt...

Diario di una cinica

  Non sono molto brava a presentarmi. Non sono stata educata a fare giri di parole quando bisogna introdurre un argomento. Quindi, cercherò di descrivermi per quello che sono. Da diversi mesi mi frulla in testa l'idea di sfruttare un blog come valvola di sfogo nel quale poter parlare, discutere, approfondire, eviscerare argomenti diversi tra loro. Un'idea che prima avevo accarezzato come una novità del periodo, magari suggerita dalle tante ore passate a casa a farmi domande sul senso della nostra attuale piatta esistenza, ma che pian piano è diventata sempre più un pensiero fisso. Ogni giorno mi ripetevo che non sarei riuscita a gestire una cosa del genere: accendere il pc, scrivere in italiano (ragazzi, non è scontato al giorno d'oggi), avere argomenti diversi da trattare. E poi, ogni mattina, mi viene fornita dalla realtà (sempre quella piatta di prima) un'argomentazione differente. Perchè non parlarne? C'è una ragione in più che mi porta a dover scrivere invece c...