Se i parenti ci capitano, gli amici si scelgono. O così dovrebbe essere.
Io ho fatto di questo "detto" uno dei princìpi cardine della mia vita: se i parenti ci sono, gli amici li cerco. Ad esempio, conosco persone che si fanno andare bene tutte le persone che conoscono. Certo, magari condividono più o meno le proprie situazioni personali ma bene o male parlano e ridono e scherzano proprio con tutti. Io invece (io penso per fortuna mia) non mi lascio andare subito con la prime persone che mi "capitano" ma faccio una somma di diversi fattori. Poi la scelta cade sulla persona che, secondo me, combacia meglio con la mia personalità. Per cui, io scelgo assolutamente gli amici. Detto questo, solitamente le persone che mi circondano sono delle persone che quasi sempre sono state d'accordo con me: nella condivisione degli hobbies, delle letture, del modo di vedere la vita, di concepire i rapporti, di guardare all'amore, di lavorare. Quindi se in passato (non meno di circa 3 anni fa) i miei amici erano affini a me in molte cose, adesso non lo è più. Mi sono accorta che le persone che mi stavano accanto per affinità adesso sono sempre più distanti perchè le situazioni o i modi di pensare sono cambiati. Ma, mi domando, è dovuto a situazioni personali diverse e quindi a crescite personali oppure a fattori esterni che inevitabilmente ci cambiano ognuno in modo diverso? Come mai fino a qualche anno fa pensavamo le stesse cose e adesso non più, nonostante continui a frequentare quelle stesse persone con costanza?
Mi sto ritrovando in una situazione in cui coloro che mi sostenevano nel modo di pensare si stanno allontanando, non volontariamente, ma nel modo di percorrere la propria vita. E questo porta quindi a non trovarsi più persone simili in quasi tutto ma per sommi capi. Praticamente siamo al punto di partenza n°1: ci dovremmo far piacere gli amici che capitano e non sceglierseli. Ha quindi più senso, dietro questa logica, dare a tutti l'opportunità di diventare un giorno i nostri più fidati alleati?
La cosa lampante è stata qualche settimana fa quando la mia più cara amica mi ha contraddetta fortemente su come la vedevo riguardo la questione reale di Meghan e Harry. Ora, non che discutiamo di queste cose che non ci toccano nemmeno, ma il modo di percepire alcuni accadimenti e il modo in cui entrambe criticavamo la medesima situazione mi ha portata a pensare che in realtà negli ultimi 3 anni siamo cambiate tantissimo. Per qualche ora non mi sono sentita a mio agio, venivo praticamente contraddetta su tutto. E io ovviamente non ero da meno. Ma mi sono sentita come se stessi discutendo con una persona normale, estranea, non con la mia più cara amica. Ho avuto come un insight quel giorno perchè ho avuto una nuova grande rivelazione dell'amicizia: bisogna condividere con l'altra persona i propri interessi e pensieri ma senza orgoglio, senza entrare nel limbo che se "ciò che dico non viene condiviso allora non sono compresa". Per fortuna la nostra amicizia ha basi ben più forti e profonde.
Voi come vi comportate? Come scegliete gli amici: per affinità o per contrasto?
R
Commenti
Posta un commento