Credits:Focus In quest'ultimo mese ho raggiunto un obiettivo importante a cui ambivo da diversi anni e spesso mi è stato chiesto se ero contenta. La risposta purtroppo non soddisfa particolarmente i miei interlocutori perchè sì, lo sono, ma svelo sempre un che di insoddisfazione. Detto che io sono così: finchè non ho tutto apposto, non riesco a stare completamente serena e mi si legge in faccia che sono in tribolazione. Ma mi sono chiesta, se fossi davvero contenta. La mia indole mi porta sempre a pensare che si può migliorare, a vedere sempre le cose criticamente per trovare qualcosa di buono quindi per natura sembro sempre scontenta ma ammetto che in questi giorni mi sento più felice che contenta. Per me la contentezza è qualcosa di passeggero, qualcosa che assapori nel giro di poche ore o di una giornata, spesso magari deriva da un regalo ricevuto, da una festa organizzata da un obiettivo raggiunto. Mentre quando si è felici, secondo me, la percezione è quello di avere l...
Allora, ragionandoci bene, ma può un ammasso di pietra incandescente realizzare i nostri desideri? Mi faccio i complimenti per quanta poesia ho messo nella descrizione della notte di S.Lorenzo. Si può che intere generazioni abbiano passato la notte col naso all'insù nella speranza sincera di portare a termine un compito/trovare l'amore/raggiungere un obiettivo? Ho sempre nutrito desideri, quasi tutti silenti: dal superamento degli esami universitari, agli amori adolescenziali, alla firma di qualche contratto di lavoro. Non amo parlare di questi argomenti seri con gli altri, non tanto per paura di non saper affrontare la cosa, quanto quasi per scaramanzia come se "pubblicando" il desiderio, svanisse il suo potere effettivo. E mi domando, quanta energia spreco e impiego in questo covo di sentimenti ed emozioni dentro di me? Quanti desideri effettivamente coltivo, giorno dopo giorno, riponendo in essi l'evolversi e lo stravolgersi della mia vita? E soprattutto, son...