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Le persone "Biancaneve"





Ho conosciute parecchie persone lungo i miei 30 anni. E come si usa nel mondo dei sordi per i segni, alcune sono trasparenti, alcune sono traslucide e altre opache. Attenzione però che la 3 descrizioni non fanno rispettivamente riferimento a persone pulite/sincere, metà sincere e metà no, bastarde. Anzi, le 3 descrizioni fanno riferimento a come i caratteri delle persone siano chiaramente evidenti, quasi evidenti, per nulla evidenti.

In questi giorni, mi è successo di imbattermi nella personalità "Biancaneve" che farei rientrare a pieno titolo nella categoria opaca. A primo acchito, le persone "Biancaneve" sembrano pure, prive di alcun pensiero malizioso e non farebbero male a una mosca. Mettiamoci dentro pure la zanzara, che è più brutta. Le vedi che sono lì, amate da tutti, osannate per caratteristiche proprie del loro candido carattere e che stupiscono tutti per il loro operato svolto in religioso silenzio. Quasi delle suore o dei preti (ecco, piccola postilla: le persone "Biancaneve" sono anche uomini, sia chiaro).

Peccato però per un piccolo particolare: sono umani anche loro e nutrono nel profondo qualche problemino di invidia o di accidia che li porta a fare silenziosamente male. Silenziosamente, non tanto perchè nessuno lo sa ma perchè fanno apparire un loro gesto infimo come una normale conseguenza logica al normale svolgersi della vita. Un esempio pratico, se magari la persona "Biancaneve" è stata incaricata di un compito ben 3 settimane fa ma sa che dopo quel tempo sarà un'altra persona a incaricarsene, lei aspetterà quelle 3 settimane pur di non fare quella cosa che non le va di fare. Scarica così coscienza e compito in un colpo solo. Bel lavoro Bianca!

Non vi è mai capitato di conoscere persone così? Se rispondete no, ci credo poco. Ne siamo circondati. Sono persone spinte ad apparire semplici e limpide agli occhi degli altri quando invece sono molto fini ed egoiste. Io mi fido poco delle persone "Biancaneve" e per fortuna le individuo quasi subito. La prima sensazione che provo con loro è quasi di avvertimento, di non confidarmi subito con loro ma di attesa, un'attesa precauzionale che mi porta quasi sempre ad avere ragione. Ma se nella vita quotidiana si è capaci, più o meno, di allontanarle, come si fa a lavoro quando invece sei costretta a frequentarle, parlarci, scambiarci file e feedback col capo? Ahia, la questione si complica. Tutti a lavoro vorremmo delle persone leali, forti, cazzute, pronte a darci una mano (anche una spalla o un braccio) nello svolgere il lavoro senza tradimenti o sotterfugi. E se spunta Biancaneve che si fa? 

Ho preso le misure, adesso sto inarcando l'arco. 

R

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