Io sono una persona che cerca sempre di scegliere il meglio per sè. Chi non lo fa? Il punto è che io mi voglio così bene da farmi male, ragione per la quale faccio anche scelte dolorose ma dettate dalla ragione.
Poche volte mi lascio andare al volere del mio istinto o delle emozioni passeggere. E quando prendo le decisioni, alcuni approvano e altri commentano.
Penso spesso al fatto che le mie decisioni possano stare scomode agli altri, soprattutto quando il mio micro-cosmo incide sugli altri. Ma per una persona risoluta come me, è una cosa che succede poche volte. Mi capita di pensarci quando qualcun altro mi rivolge certi commenti; quei commenti che sono buttati lì senza motivo, solo per parlare, per alimentare la discussione, senza conoscere nè me nè la situazione. Un po' come quei commenti che si danno alle coppie sulla loro relazione senza capire o sapere veramente cosa succede in quella piccola bolla sociale.
Ma quando invece questi commenti ci sono, mi colpiscono e riesco a trovarne una giustificazione diversa dall'invidia o dalla gelosia o dalla frustrazione personale, allora lì mi faccio le mie pippe mentali. Perchè una persona dovrebbe commentare in quel modo? Perchè con l'intenzione di "ferire"?
E allora la soluzione più congeniale (per una donna) qual è? L'approvazione.
Ho un'amica che cerca sempre approvazione. Ha le buone motivazioni sentimentali e personali, prevalentemente dovute ad alcuni episodi accaduti non meno di qualche anno fa, che alimentano la sua insicurezza e quindi la voglia di condividere le sue "pene" con gli altri poveri umani disgraziati. Come si dice: mal comune, mezzo gaudio.
Anche io alcune volte cerco approvazione, più spesso per capire se sono io la pazza nel fare certi ragionamenti o se lo sono gli altri. E anche lì, se dovessi essere io a cambiare opinione su una cosa, un evento, un accadimento personale o mondiale (sia che l'opinione sia giusta o sbagliata), sono io quella da condannare? Sono io quella che deve adeguarsi o gli altri che devono ascoltare?
L'approvazione: meccanismo di accettazione di sè attraverso gli altri.
Ma gli altri chi sono?
Ci sono?
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