Ho sempre nutrito desideri, quasi tutti silenti: dal superamento degli esami universitari, agli amori adolescenziali, alla firma di qualche contratto di lavoro. Non amo parlare di questi argomenti seri con gli altri, non tanto per paura di non saper affrontare la cosa, quanto quasi per scaramanzia come se "pubblicando" il desiderio, svanisse il suo potere effettivo. E mi domando, quanta energia spreco e impiego in questo covo di sentimenti ed emozioni dentro di me? Quanti desideri effettivamente coltivo, giorno dopo giorno, riponendo in essi l'evolversi e lo stravolgersi della mia vita? E soprattutto, sono tutti leciti o bisogna scremare tra tutti quelli che mi balenano in mente? Voi sapreste distinguere tra un desiderio sincero, profondo, realmente voluto da un'enfasi momentanea? Io trovo sempre risposta nel tempo: riconosco che essendo una persona pragmatica cerco assolutamente di "chiudere la faccenda" in pochi passaggi, stretti e concisi come si suol dire ma, appunto, conoscendomi mi do sempre del tempo.
Quando devo prendere decisioni delicate preferisco sempre, sempre, dormirci su. Per me la notte porta consiglio e "mi aiuto" a stemperare il mio istinto molto forte. Ci sono però delle faccende che hanno bisogno di ben altro tempo, lungo e impervio, che smussano i difetti e il fuoco che a volte provo. Meno male, chissà quanti disastri evitati e chissà anche quante avventure perse. E quelli che perdurano, sono veri? Penso che se una cosa permane per più di 6 mesi, allora vuol dire che è vera, non lo si può negare. Si può cercare di insabbiarla e giustificarla come si vuole, ma chi si conosce veramente sa che quel desiderio risponde a tante domande che ci sorgono spontanee ogni giorno.
Da qui, i desideri sono la naturale risposta istintiva ai nostri problemi quotidiani oppure sono solo ambizioni effimere?
Quante domande oggi, ma nel caso specifico della notte di S. Lorenzo non credo alle stelle ma..non si sa mai.
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